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Quanto ti costa davvero un sito lento, con i numeri di chi l'ha misurato

Google definisce soglie precise per la velocità di un sito, e le aziende che le rispettano misurano vendite in più: i numeri veri, non stime.

Grafico a barre: aumenti misurati da alcune aziende dopo aver migliorato la velocità di caricamento del sito — vendite, fatturato pubblicitario, durata delle sessioni e traffico organico

Tre secondi. È più o meno il tempo che hai perché chi ha aperto il tuo sito da telefono, magari con un segnale scarso in mezzo a una strada, decida se aspettare o tornare indietro e aprire quello del concorrente.

Non è un'impressione: Google ha messo dei numeri precisi su cosa vuol dire "veloce", e diverse aziende hanno misurato cosa succede quando li rispettano.

Cosa misura Google, di preciso

Le Core Web Vitals sono tre metriche con soglie definite, non concetti vaghi:

  • LCP (caricamento): il contenuto principale deve comparire entro 2,5 secondi.
  • INP (reattività): il sito deve rispondere a un tocco entro 200 millisecondi.
  • CLS (stabilità visiva): gli elementi non devono spostarsi sotto le dita mentre la pagina si carica — soglia 0,1 o meno.

Sotto queste soglie, l'esperienza è considerata "buona". Sopra, iniziano i problemi — e qualcuno li ha misurati in euro.

I numeri di chi l'ha misurato davvero

Il caso studi di Google sull'impatto di business raccoglie decine di aziende che hanno migliorato i tempi di caricamento e guardato cosa cambiava dopo:

AziendaCosa hanno miglioratoRisultato misurato
Vodafone ItaliaLCP -31%+8% vendite
iCookCLS -15%+10% ricavi pubblicitari
TokopediaLCP -55%+23% durata media sessione
NykaaLCP -40%+28% traffico organico

Non sono proiezioni: sono differenze misurate prima e dopo, sullo stesso sito, con lo stesso pubblico.

Perché conta anche per il posizionamento

Google dichiara direttamente che "Core Web Vitals are used by our ranking systems" — ma con un'onestà che apprezzo: precisa anche che "there is no single signal" e che un contenuto più rilevante batte sempre un sito solo più veloce. La velocità non sostituisce un buon contenuto. Lo affianca.

Cosa fare, in pratica

Le cause più comuni di un sito lento, in ordine di quanto le vedo spesso:

  1. Immagini troppo pesanti. La cover di un articolo o la foto di un lavoro finito, caricate dritte dalla fotocamera, pesano quanto l'intera pagina dovrebbe pesare in totale.
  2. Font e pulsanti che spostano tutto. Se un banner o un font caricano in ritardo e il testo "salta" sotto il dito, è quel 0,1 di CLS che sale.
  3. Troppi script di terze parti. Ogni pixel di tracciamento, ogni widget di chat, ogni font esterno è una richiesta in più prima che la pagina sia pronta.
  4. Hosting economico. A volte il sito è scritto bene, ma il server che lo serve è lento di suo: non c'è ottimizzazione che tenga.

La velocità non è un extra, è la base

Nei siti che faccio, questi quattro punti non sono un pacchetto premium da aggiungere dopo: sono la base da cui parto, perché un sito lento è un sito che lavora contro di te, indipendentemente da quanto sia bello.

Se vuoi sapere quanto ci mette a caricare il tuo sito adesso, scrivimelo: te lo dico in cinque minuti, gratis, prima ancora di parlare di un progetto.

Fonti

  1. [1]Core Web Vitalsweb.dev — GoogleConsultata il 21 agosto 2026
  2. [2]Case study sull'impatto di business dei Core Web Vitalsweb.dev — GoogleConsultata il 21 agosto 2026
  3. [3]L'esperienza di pagina nei risultati di Ricerca GoogleGoogle Search CentralConsultata il 21 agosto 2026

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